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1946

Enrico Cappellini apre un piccolo laboratorio a Carugo, una cittadina a pochi passi da Como e Milano: qui si realizzavano mobili «in stile», legati alla tradizione artigianale della Brianza.

1977

Giulio Cappellini entra nell’azienda del padre con l’intento di portare innovazione e di spingere il marchio sul mercato internazionale.

1981

Cappellini presenta Sistemi, un nuovo modo di concepire il contenitore, unendo funzione ed estetica anche nella produzione in serie.
Semplicità, eleganza, leggerezza formale e innovazione sono le linee guida di queste composizioni, pensate per dare all’utente ampia possibilità di personalizzazione.

1986

La collaborazione tra Giulio Cappellini e Shiro Kuramata ha portato al lancio della collezione Progetti Compiuti, uno dei pezzi più iconici della storia del design.

1987

Morrison presenta a Londra il prototipo della sua Thinking Man’s Chair. Giulio Cappellini decide di inserire il prodotto all’interno del catalogo Cappellini. Questo ha segnato l’inizio di una lunga collaborazione, che prosegue ancora oggi.

1988

Nata inizialmente come serie limitata, l’iconica poltroncina Embryo Chair di Marc Newson entra a far parte del catalogo Cappellini, che ne inizia la produzione in serie.

1991

Tom Dixon collabora con Cappellini per la realizzazione dell’iconica S-Chair, entrata poi a far parte delle collezioni permanenti di musei di tutto il mondo, tra cui il MoMA di New York e la Triennale di Milano.

1992

Nasce la collezione Progetto Oggetto, che amplia il catalogo Cappellini con una serie di accessori per la casa e oggetti di uso quotidiano.
L’allestimento The House of Cappellini presso la Fabbrica del Vapore a Milano segna un cambio di direzione per le presentazioni di design, affermando il protagonismo degli eventi fuori-fiera.

1993

Cappellini inizia a produrre la poltrona Proust di Alessandro Mendini, diventata uno dei pezzi più conosciuti della storia del design.

1994

Cappellini presenta a Colonia la prima mostra antologica, curata da Achille Castiglioni, dedicata ai primi 20 anni di attività dell’azienda.

1996

La poltroncina Knotted Chair di Marcel Wanders entra a far parte del catalogo Cappellini diventando un classico contemporaneo, capace di stupire chi la osserva anche a distanza di diversi anni dalla sua invenzione.

1997

Apre lo showroom di Milano, in via Santa Cecilia: un nuovo negozio chiamato semplicemente “Cappellini”, che segna una svolta estetica e concettuale nella comunicazione del marchio.

1998

Durante una visita a 100% Design a Londra Giulio Cappellini vede il prototipo del tavolo Loop progettato dai giovanissimi Barber & Osgerby per lo stand della rivista Wallpaper. Nasce così la famiglia Loop, nonché una lunga amicizia e collaborazione con il duo inglese.

2000

Lo spazio di Superstudio in via Tortona diventa un importante fulcro del Fuorisalone Milanese, dopo che Cappellini, per prima, lo usa come sede espositiva.

2001

L’azienda si espande su mercati nuovi e lontani attraverso l’apertura di showroom Cappellini in tutto il mondo.

2004

Pensata e prodotta inizialmente in polistirolo per un’installazione artistica, la libreria Cloud dei fratelli Bouroullec è stata poi trasformata da Cappellini in un prodotto in plastica riciclata, utilizzando per la prima volta la tecnologia dello stampaggio rotazionale su un oggetto di dimensioni così grandi.

2006

Inizia la collaborazione con Nendo, scoperto da Giulio Cappellini al Salone Satellite di Milano nel 2004. Da allora, lo studio di design giapponese ha disegnato per Cappellini numerosi prodotti, in un fruttuoso e duraturo rapporto di collaborazione che ha portato alla creazione di oggetti dal forte impatto visivo.

2009

In uno dei suoi viaggi a New York Giulio Cappellini incontra Dror, giovane designer visionario che gli propone di produrre una poltrona che ricordi l’alta moda e la bellezza del pavone. Dopo quasi un anno di ingegnerizzazione del progetto originale, nasce così la poltrona Peacock, un prodotto ambizioso ma curato nei minimi dettagli, in grado di sostenere il peso di una persona con il solo utilizzo del feltro plissettato.

2011

Dall’incontro tra Cappellini e lo studio londinese Doshi Levien nasce la poltrona Capo, oggetto sintesi dell’approccio industriale e razionale al design di Jonathan Levien e dell’attenzione ai dettagli e alle textures di Nipa Doshi.

2013

Cappellini espande il proprio sistema di illuminazione decorativo con il lancio di Meltdown, una famiglia completa di lampade da tavolo, da terra e a sospensione con diffusori in vetro colorato soffiato a bocca su stampo.

2014

L’Istituto Marangoni inaugura una nuova sede a Milano dedicata all’insegnamento delle materie legate al furniture design. La direzione artistica della struttura viene affidata a Giulio Cappellini, che arreda l’Istituto con alcune delle principali icone del catalogo Cappellini, oltre a diversi prodotti ideati appositamente per il progetto.

2016

Nello stesso anno Cappellini presenta due oggetti pensati in tempi differenti, ma accumunati dalla stessa ricerca tecnologica, funzionale ed estetica: la poltrona Tube Chair, disegnata da Joe Colombo nel 1969, e la famiglia Drum di Mac Stopa.
I progetti “veri” sono senza tempo.

2018

In occasione del Salone del Mobile di Milano, Cappellini vince il premio Frame Award per il migliore uso della luce con il suo stand scenografico fatto di gabbie di luci al neon che valorizzano le texture delle superfici ed enfatizzano il linguaggio stilistico del progetto.

2019

Apre a Lentate, Milano, il nuovo Cappellini Hub, uno spazio di oltre 6.000 m2 che riunisce il Centro Ricerca e Sviluppo con gli uffici di programmazione e gestione della produzione. È qui che si concentrano tutte le attività di stoccaggio, montaggio, controllo qualità e spedizione, e dove le idee e i prodotti più innovativi del catalogo Cappellini prendono vita.

2020

Dalla collaborazione con la celebre designer spagnola Patricia Urquiola nasce la poltrona Lud’o Lounge, un progetto innovativo nel concept e nelle linee, interamente fondato sui concetti di vestibilità ed ecologia.